La plastica nemica dei denti dei bambini

La plastica renderebbe i nostri denti più deboli e causa carenza di smalto! Questo il risultato dello studio condotto dall’INSERM (Istituto Nazionale Francese di Salute e Ricerca Medica) e che punta il dito direttamente contro Bisfenolo A o BPA, componenti presenti nelle plastiche delle bottiglie realizzate per contenere liquidi e in altri contenitori di tipo alimentare. Essi, combinate ad un fungicida molto diffuso nei vigneti, il Vinclozolin, producono un effetto che interferisce direttamente con il funzionamento di alcuni ormoni.

Pericolo ipomineralizzazione

La relatrice dello studio del team francesce, la dott.ssa Katia Jadeon, spiega che “Proprio da tale squilibrio ormonale deriva una crescita rallentata e ridotta dello smalto dentale in aggiunta alla successiva comparsa di una patologia dentale nota come Molar Incisor Hypoplasia (o MIH)”.

La Molar Incisor Hypoplasia o MIH colpisce sempre più giovani in Italia e all’estero e si presenza con delle antiestetiche macchie che virano dal bianco al giallo bruno, associate a carenza di smalto dentale. Si verificano sia a livello degli incisivi che nei primi molari. Il lato negativo è che lo smalto dei denti, a differenza delle ossa, non si può riformare – per cui tutti i cambiamenti e i danni divengono irreversibili.

Diagnosi del MIH

Per una diagnosi accurata si utilizzano microscopi e test radiografici. Generalmente il dente affetto da MIH ha un basso contenuto di calcio e fosfati e uno smalto contraddistinto soprattutto da magnesio. Inoltre si assiste a una quantità abnorme di proteine della formazione dello smalto.

La colpa data agli interferenti endocrini

Alcuni studi effettuati sui ratti hanno mostrato che il MIH è spesso associato a una lunga esposizione al BPA. Nei ratti, infatti, è stato indotto fornendo una dose simile a quella che potrebbe essere ingerita quotidianamente da un essere umano. Il test è stato effettuato somministrando il BPA con o senza il Vinclozolin.

Rilevate modifiche a livello genetico

Raccogliendo le cellule dalla superficie, il team ha scoperto la diretta relazione che il BPA ed il Vinclozolin hanno con il cambiamento riscontrato con l’espressione di due geni deputati alla mineralizzazione dello smalto dei denti. Ma non solo: in una seconda fase gli scienziati hanno prelevato alcuni campioni di cellule ameoblaste – cellule che producono lo smalto dei denti – e s

ono arrivati alla conclusione che la presenza di ormoni sessuali come gli estrogeni e il testosterone potenziano l’espressione dei geni coinvolti nella formazione dello smalto dentale. Tuttavia, sia il Vinclozolin che il BPA riducono la formazione di tali ormoni con conseguenti danni ai denti.

Comunque sia, il dato più allarmente di questa ricerca è che l’interferenza ormonale esercitata dal BPA e dal Vinclozolin, si è rivelata particolarmente forte sui bambini ed arreca danni permanenti per la loro dentatura adulta. Infatti, lo smalto viene prodotto dal corpo a partire dal terzo trimestre di gravidanza, per arrestarsi a 5 anni. Se in questo arco di tempo vi sono sostanze che ne ostacolano la normale crescita, il danno è irreversibile poiché, diversamente dalle ossa, il rivestimento dentale non si riforma più.

 

N.B. Copia di questo articolo è possibile trovarla sul sito clinicdentalhouse.com a questo indirizzo

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